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La sinistra italiana che conosciamo è morta. Non lo ammettiamo perché si apre un vuoto che la vita politica quotidiana non ammette. Possiamo sempre consolarci con elezioni parziali o con una manifestazione rumorosa. Ma la sinistra rappresentativa, quercia rotta e margherita secca e ulivo senza tronco, è fuori scena. Non sono una opposizione e una alternativa e neppure una alternanza, per usare questo gergo. Hanno raggiunto un grado di subalternità e soggezione non solo alle politiche della destra ma al suo punto di vista e alla sua mentalità nel quadro internazionale e interno.
Noi facciamo molto affidamento sui movimenti dove una presenza e uno spirito della sinistra si manifestano. Ma non sono anche su scala internazionale una potenza adeguata. Le nostre idee, i nostri comportamenti, le nostre parole, sono retrodatate rispetto alla dinamica delle cose, rispetto all'attualità e alle prospettive.
Non ci vuole una svolta ma un rivolgimento. Molto profondo. C'è un'umanità divisa in due, al di sopra o al di sotto delle istituzioni, divisa in due parti inconciliabili nel modo di sentire e di essere ma non ancora di agire. Niente di manicheo ma bisogna segnare un altro confine e stabilire una estraneità riguardo all'altra parte. Destra e sinistra sono formule superficiali e svanite che non segnano questo confine. Ora è un'area senza confini. Non deve vincere domani ma operare ogni giorno e invadere il campo. Il suo scopo è reinventare la vita in un'era che ce ne sta privando in forme mai viste.
Noi facciamo molto affidamento sui movimenti dove una presenza e uno spirito della sinistra si manifestano. Ma non sono anche su scala internazionale una potenza adeguata. Le nostre idee, i nostri comportamenti, le nostre parole, sono retrodatate rispetto alla dinamica delle cose, rispetto all'attualità e alle prospettive.
Non ci vuole una svolta ma un rivolgimento. Molto profondo. C'è un'umanità divisa in due, al di sopra o al di sotto delle istituzioni, divisa in due parti inconciliabili nel modo di sentire e di essere ma non ancora di agire. Niente di manicheo ma bisogna segnare un altro confine e stabilire una estraneità riguardo all'altra parte. Destra e sinistra sono formule superficiali e svanite che non segnano questo confine. Ora è un'area senza confini. Non deve vincere domani ma operare ogni giorno e invadere il campo. Il suo scopo è reinventare la vita in un'era che ce ne sta privando in forme mai viste.
(L'ultimo editoriale di Luigi Pintor, 2003)













9 commenti:
Incredibile! Sembra scritto oggi. Fa tanta tristezza.
Quando Luigi Pintor scrisse ciò la sinistra era ancora in tempo per riprendere quel ruolo di importanza nazionale e internazionale che le aveva dato Enrico Berlinguer. Ha colpito anche me questo scritto, è un vero peccato che gli italiani ignorano questi grandi uomini di pensiero.
Indovina chi è il colpevole responsabile del mutamento antropologico degli italiani?
Credo anche che dal 2003 l'Italia e gli italiani si siano fermati su tutto, da un punto di vista intellettuale. Ecco perchè ci sembra attuale, purtroppo.
Lorenzo
Ma quanta verità Francesca. Troppa.
E' ora ke risorga un Berlinguer, sarebbe un vero miracolo!
Elisena
Gli italiani sono fermi dal 2001, in conseguenza dei mutamenti antropologici indotti e introdotti dalle televisioni berlusconiane.
Che vi siano possibilità di recupero nel breve medio termine, dopo l'uscita di scena di B., mi pare molto improbabile. Il danno potrebbe essere permanente e allora occorrono più generazioni per superarlo.
Luigi,
è indubbio che il nemico più temibile da sconfiggere a questo punto è il berlusconismo. Penso che il temporeggiare nello spodestare b. dalla politica sia dovuto agli intrighi di Palazzo. Chi lo ha scelto per questo ruolo, sta ora valutando qualche altro pifferaio magico con cui sostituirlo, non è facile, e fino ad allora dovremo sorbircelo. E' vero che la memoria storica nella popolazione necessita di secoli prima che si risvegli, ma ho fiducia in questo strumento che è internet, nel quale uomini di pensiero hanno "aperto le porte" a tutti... speriamo che avvenga prima lo spogliarsi di tutte le false convinzioni fin qui assorbite.Lo spero!
Lorenzo,
penso che Luigi abbia ragione nel citare il 2001 come anno di arresto della mente umana. L'attentato alle torri gemelle ha rafforzato il potere degli statisti occidentali. L'Italia si è trovata ulteriormente svantaggiata rispetto agli altri Paesi, visto il sistema politico per cui chi ottiene un ruolo istituzionale non lo molla più... eccoci ora a farne le spese in maniera più onerosa rispetto agli altri. Moralmente poi siamo precipitati nell'abisso.
Elisena,
un Berlinguer... ci spero, ma i tempi sono duri. Gli unici uomini di grande spessore li vedo proprio nella Giustizia, e quelli non credo lascieranno la Loro postazione per buttarsi in politica, i tempi non lo permettono vista la presa del berlusconismo sui cervelli del popolo. Ma naturalmente Noi non molleremo ;)
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Non sempre io sono del mio parere per questo amo leggere il Tuo.